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Di Francesco: “Cerco di essere me stesso con il mio metodo e le mie idee. Mai accontentarsi”

Dopo il grandissimo risultato in Champions League, il tecnico giallorosso, Eusebio Di Francesco, è intervenuto a Roma Radio per parlare di questi suoi primi mesi nella capitale. Di seguito tutte le dichiarazioni

Cosa succede a Trigoria in questa stagione?
“Sinceramente guardo sempre avanti. Dico che abbiamo creato una bella atmosfera. Vengo con grande piacere la mattina presto, salutando un po’ tutti. Se vai a lavoro con piacere, il resto viene da sé”

Se l’immaginava così il suo ritorno?
“Ho cercato sempre di essere me stesso, portando il mio metodo e le mie idee, senza stravolgere. La fortuna è che certe idee sono arrivate prima nella testa dei calciatori e nell’ambiente. Mi auguro che questo rimanga per tanto tempo e non si leghi a qualche risultato negativo. Le sconfitte possono essere salutari, però in certi contesti possono servire a dare la svolta come successo contro il Napoli”

Come si risolve il passare dal Sassuolo alla Roma?
“Il calciatore vuole chiarezza dall’allenatore. Le competenze diventano importanti. I calciatori di oggi vogliono capire il perché gli si chiede quella cosa, sono più aggiornati. La gente si deve informare su quello che l’allenatore fa durante la settimana. La partita è la parte finale di una settimana”

Il turnover?
“Senza ipocrisia, l’allenatore sa qual è la formazione tipo. In tutti però c’è un percorso di crescita e a volte chi parte dietro supera i titolari iniziali. I giocatori hanno capito che conta più il gruppo del singolo. Far ammorbidire l’aspetto individuale dei calciatori è stato un aspetto importante”

Qualità della rosa?
“Abbiamo fatto una scelta di due titolari per ruolo, sapendo di non averne identici. Nella turnazione che vado a fare non metto giocatori nuovi tutti insieme. In campo non conta solo la tecnica, ma anche le qualità di leadership in un gruppo. La sconfitta di Vigo ne è l’esempio, dove ho messo molti giocatori nuovi. Lì magari sono stato giudicato molto presto, ma è stato un momento di crescita”

“Non accontentarsi” è la parola d’ordine?
“Certamente. Oggi ancora di più ed è quello che dirò ai ragazzi oggi. Non dobbiamo esaltarsi troppo, il troppo non va bene in tutte le cose. Pretendo il massimo dai miei e ogni giorno dobbiamo dimostrare che possiamo far bene”

Siamo a giovedì. Già ha una formazione in testa?
“In mente ho un’ossatura, poi ci sono le rotazioni che dipendono dalla condizione fisica. A volte è lo stesso calciatore che mi dice di non avere i 90′ nelle gambe. A volte però scelgo ugualmente un calciatore non al massimo perché è fondamentale per quella partita”

Ha visto ieri le partite di Champions?
“Ieri sono stato dal Papa ed è stata una giornata bella. Stacco tantissimo da quello che è il mio mondo. Bisogna vivere il calcio con qualità e non con quantità”

Per lei viene prima la Roma, le caratteristiche dell’avversario in un secondo momento?
“Sì, ma i ragazzi devono sapere chi hanno davanti. Il Qarabag ha cambiato formazione e prima della partita con Beccaccioli abbiamo fatto vedere i filmati di Ismayilov a Kolarov. Avevamo deciso di mostrargli un minuto e ne ha voluti vedere quattro, anche questo è un esempio.”

C’è una cosa da migliorare?
“Dobbiamo migliorare nella verticalità. A volta qualche giocata va forzata. Chi non fa non sbaglia dico io e a volte dobbiamo forzare la giocata per far male agli avversari. Poi dovremmo riuscire a concretizzare di più”.

L’allenatore abruzzese dunque non si vuole accontentare e non vuole che questo accada a nessuno: dai giocatori ai tifosi, tutti devono aspirare sempre a migliorare. Oltre al gruppo coeso, la forza del mister giallorosso è il lavoro meticoloso che c’è ogno giorno per preparare una partita.

Tommaso Prantera (@T_Prantera)

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Studente di giurisprudenza presso La Sapienza di Roma. Appassionato di sport, in particolare di calcio. Tutto sul mondo della Roma. Aspirante direttore sportivo.