Verona-Roma: torna il 4-2-3-1, torna la Roma

di francesco

Nell’anticipo domenicale della 23/a giornata di Serie A, la Roma si impone sul campo del Verona con il risultato di 0-1. A sbloccare il match è una rete del giovane turco Cenzig Under dopo soli 45′ di gioco. I giallorossi, rimasti in 10 per quasi tutto il secondo tempo a causa di un intervento scellerato di Lorenzo Pellegrini, hanno mostrato segnali di risveglio da quel lungo letargo invernale nel quale era piombata la squadra allenata da Eusebio Di Francesco. In particolare, la riproposizione del modulo tanto caro a Luciano Spalletti, con Nainggolan riportato in posizione di trequartista, sembrano aver dato nuova linfa alla squadra giallorossa che, al netto di infortuni, squalifiche e dell’inferiorità numerica, non ha mai dato l’impressione di sofferenza, seppur mancando il colpo del K.O. e trovandosi di fronte ad una compagine non proprio irresistibile.


Verona, Stadio Marcantonio Bentegodi – Torna il 4-2-3-1 e torna la Roma. Sarà anche un caso, sarà la dimensione di un avversario tutt’altro che insuperabile, sarà il mercato concluso, ma la Roma tornando al suo vecchio modulo sembra ritrovare compattezza ed idee, oltre che ad una vittoria che mancava dal 16 dicembre scorso. Sì, è vero, ha ragione Eusebio Di Francesco ha ribadire che il 4-3-3 è un modulo che, almeno fino ai primissimi giorni di dicembre, ci ha portato ampie soddisfazione, compreso quel primo posto in un girone di Champions League che mancava da ben 10 stagioni. Ma è anche vero che poi, da quel giorno, la Roma si è sciolta come neve al sole, involvendosi nella brutta copia di sé stessa.

Anche se è opportuno ricordare di come la Roma sia ben lontana dall’essere guarita, e che si ritrovava di fronte ad un modestissimo Verona, ciò che è servito per riportante, non tanto il sole, ma quantomeno un barlume di luce nelle grigie domeniche romaniste, è stata la compattezza del gruppo, rimasto unito anche dopo la folle espulsione di L. Pellegrini, che poteva costar caro ai giallorossi.

La felice trasferta di Verona sembra aver sancito la veridicità di alcune recenti sensazioni, una su tutte: questa Roma sembra essere nata per giocare con il 4-2-3-1, con il fondamentale avanzamento di Nainggolan in posizione di trequartista e primo pressatore in fase di non possesso; Strootman e Pellegrini – ma più verosimilmente De Rossi – in mediana a macinar chilometri e smistare palloni, con Kevin esonerato da quei compiti di inserimento che proprio sembrano non competergli; la velocità e la qualità dei nostri esterni, con Under assoluto mattatore della partita, sbloccata con un gol di pregevole fattura dopo soli 45′ di gioco; insomma, la Roma tornando al suo 4-2-3-1 tanto caro a Luciano Spalletti, sembra aver ritrovato sé stessa, attraverso dei meccanismi oliati ed ordinati, con una compattezza che sembrava ormai persa.

Ma c’è di più: ciò che più ha stupito i tifosi giallorossi, è stata la capacità di gestire una gara, messasi su binari sbagliati dopo soli 5 minuti della ripresa, quando Lorenzo Pellegrini decide di commettere una sciocchezza che sarebbe potuta pesare come un macigno: gli 0 tiri in porta del Verona nel secondo tempo testimoniano una solidità difensiva che ultimamente risultava utopica.

Certo, c’è ancora molto da lavorare per tornare sui livelli che competono alla Roma, se pensiamo soprattutto ad una partita che poteva e doveva esser chiusa già nel primo tempo, con i giallorossi che hanno sprecato innumerevoli palle gol, segno ancora di una guarigione non perfettamente raggiunta, con la paura di sbagliare e tornare nel baratro sempre dietro l’angolo: i clamorosi errori di Dzeko e Strootman lo testimoniano. Ma poi c’è anche l’esultanza di Manolas, strozzata per troppo tempo nella gola di ogni singolo tifoso, dirigente o giocatore romanista da troppo tempo. Torna la Roma e tornano anche le belle domeniche da Romanisti, quelle per cui siamo pronti a patire tutte le delusioni e frustrazioni che ogni tifoso giallorosso sa che dovrà affrontare.

In conclusione, ci auspichiamo che questa possa essere la prima pietra sulla quale gettare le basi per un nuovo percorso che riporti la Roma nelle zone di sue competenza. Se è vero che la società, attraverso le parole di Baldissoni e Monchi, ha ribadito la sua totale fiducia nel proprio allenatore, è anche vero che le idee Di Francesco nell’ultimo periodo sono apparse decisamente ingiustificate, testarde e tavolta persino ottuse – come la scelta di schierare Under in posizione di esterno sinistro a Genova contro la Samp, con conseguente spostamento di Defrel a destra pur di non rinunciare al suo caro 4-3-3. La vittoria di ieri apre una nuova prospettiva sugli scenari futuri, con un modulo che sembra calzare a pennello alla squadra giallorossa, con tutti i suoi interpreti a suonare una canzone che è nelle loro corde e che conoscono a memoria.

“C’eravamo tanti amati” caro 4-2-3-1, ma chissà, forse, si dice che i veri amori non finiscano mai, che facciano dei giri immensi e che poi ritornino.

 

L. Carrino

 

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